mercoledì 10 febbraio 2016

paesaggi

Ferdinando Scianna - Italy, Sicily, women sewing in their home. 1962


Gordon Parks - Ingrid Bergman at Stromboli. 1949

Le vecchie sedute fuori dai cortili 
sulle spalle scialli fatti a mano
il pettegolezzo mischiato alla preghiera
assolvere o benedire ogni passante
tessevano ricami delicati, uncinetti 
uccidevano una donna in tre parole.

Gianni Montieri,
Avremo cura, Zona, Arezzo, 2014 

mercoledì 27 gennaio 2016

disegno di Thomas Geve, bambino sopravvissuto

Dopo il film su Anna Frank i ragazzi
mi chiedono come si scrive “Auschwitz”
un’unica domanda
asettica e ortografica
che non mi crea imbarazzi
. Non mi domandano
quante persone
stipavano in ogni vagone
se l’odio nasce dalla testa o dal cuore
o perché ti scambiavano il nome
con un numero di targa
come se fossi un fuoristrada
In ogni caso ad Auschwitz ci sono stato
All’entrata c’era un chiosco
dove vendevano wurstel
e la mia domanda
quella che a me sorgeva spontanea
era come si fa
ad addentare carne
in un posto così
. Intanto dentro
la gente scattava foto a mitraglia
alcuni addirittura in posa
e uno perfino abbozzando un sorriso
Guardo i ragazzi
che hanno visto il film
e che nonostante le immagini
di cenere e sangue
non hanno proprio altre domande
A come Ancona gli dico
U come Udine
S come Savona
C come Como
H come hotel
W come Washington
I come Imola
T come Torino


Simone Consorti

martedì 26 gennaio 2016

istantanea


Antonio Palmerini, the Woodman's syndrome


C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
È tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.
È lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.
Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.
Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell'attimo sta in agguato il dubbio.
E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.
A volte un po’ lo invidio
– per fortuna mi passa.
Wislawa Szymborska,  C’è  chi

sabato 9 gennaio 2016

si riparte ...

Ogni giorno per me è l’inizio di un nuovo anno, e io cerco di propiziarmelo con buoni pensieri che liberano l’animo dalle meschinità.
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65






venerdì 1 gennaio 2016

Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? 

Giacomo Leopardi - Dialogo di un Venditore d'almanacchi e di un Passeggere, in Operette morali, 1827/34
 
From “A Trip to the Planets” (1925)

domenica 13 dicembre 2015

Santa Lucia e la sarta




Santa Lucia – Foto Enzo Nocera 1970 – © Laudie Nocera


Mia nonna quando dovevamo sistemare i vestiti ci portava da una sua amica sarta. 
Abitava due strade più giù della sua, nella stessa baraccopoli. 

Io l'accompagnavo sempre.

Una stanzetta del prefabbricato era stata adibita a laboratorio. 
Ricordo i mucchi ordinati di vestiti, i metri, gli spilli, lo specchio e un impressionante dipinto a olio, da cui Santa Lucia mostrava il piattino con i suoi occhi. 

Mia nonna la prima volta, leggendo lo sconcerto sul mio viso, presentandomi la Santa mi disse che non dovevo averne paura perché era buona e mi voleva bene... 

Da quando mi era stato diagnosticato il problema alla vista, nella sua camera da letto lei aveva allestito un altarino dedicato a Santa Lucia; aveva cura che una lucina rimanesse sempre accesa davanti all'immagine della Santa, a testimonianza della sua devozione.

Nonna, forte e pragmatica, era circonfusa da quell'aura di magia che accompagna certe donne del sud, cresciute in una terra dove religione e credenze popolari si mescolano in combinazioni sorprendenti.

Poi, dopo la sua morte, l'altarino si spense con lei. E la mia vista è notevolmente peggiorata da allora. 

Per fortuna le lenti a contatto, grande invenzione, fanno in modo che io possa vedere abbastanza bene e talvolta, quando le ripongo nel loro contenitore, penso al piattino con gli occhi della Santa e alla sarta amica della nonna.